Zinco: guida completa a benefici, assorbimento e integratori

Lo zinco è un elemento chimico di transizione, un metallo traccia essenziale che rappresenta il secondo oligoelemento più abbondante nel corpo umano dopo il ferro. Poiché l’organismo non possiede un sistema di accumulo dedicato (a differenza del ferro nel fegato o del calcio nelle ossa), lo zinco deve essere fornito quotidianamente attraverso la dieta o l’integrazione mirata.

In questa guida enciclopedica analizzeremo ogni aspetto dello zinco: dalla biochimica molecolare alle interazioni ormonali, fornendo agli atleti e ai professionisti della salute le basi per un’integrazione d’eccellenza.


1. La biochimica dello zinco: oltre la semplice integrazione

Per comprendere perché lo zinco sia così critico, dobbiamo guardare alla sua funzione a livello cellulare e molecolare. Lo zinco non è un semplice “mattone”, ma un catalizzatore dinamico.

Il ruolo enzimatico e la catalisi proteica

Lo zinco è l’unico metallo presente in tutte le sei classi di enzimi (ossidoreduttasi, transferasi, idrolasi, liasi, isomerasi e ligasi). Partecipa direttamente alla catalisi di oltre 300 reazioni biochimiche. Ad esempio, è il cuore pulsante dell’anidrasi carbonica, un enzima che catalizza la reazione tra anidride carbonica e acqua. Senza questo processo, il trasporto della CO2 dai tessuti ai polmoni sarebbe inefficiente, limitando drasticamente la capacità di endurance di qualsiasi atleta.

Le dita di zinco (Zinc Fingers) e l’espressione genica

Circa il 10% del genoma umano codifica per proteine che contengono domini di legame per lo zinco, chiamati zinc fingers. Queste strutture permettono alle proteine di “leggere” le sequenze di DNA. Senza una concentrazione intracellulare di zinco adeguata, la trascrizione dei geni che regolano la crescita, la riparazione dei tessuti muscolari e la risposta allo stress viene compromessa.

Ruolo strutturale nelle membrane

Lo zinco contribuisce alla stabilità delle membrane cellulari riducendo la suscettibilità dei lipidi di membrana alla perossidazione. Agisce come un “ammortizzatore” chimico che protegge la cellula dagli insulti meccanici e chimici derivanti dall’allenamento intenso.


2. Benefici dello zinco: i claim salutistici autorizzati (EFSA)

In conformità con il Regolamento (UE) 1924/2006, lo zinco è supportato da evidenze cliniche che definiscono il suo ruolo vitale. Ecco un’analisi dettagliata delle aree d’azione autorizzate:

Sistema immunitario e barriere difensive

Lo zinco è il “regista” delle difese immunitarie. È essenziale per:

  • Maturazione dei linfociti T: Lo zinco è un cofattore della timulina. Una carenza di zinco porta all’atrofia del timo, riducendo la capacità del corpo di riconoscere e combattere gli agenti patogeni.
  • Integrità epiteliale: Supporta la salute della pelle e delle mucose, la nostra prima linea di difesa.

Protezione dallo stress ossidativo

L’attività fisica intensa aumenta la produzione di radicali liberi. Lo zinco contribuisce alla protezione delle cellule agendo come cofattore dell’enzima superossido dismutasi (Cu/Zn SOD). Questo enzima converte i radicali superossido in molecole meno reattive, prevenendo il danno tissutale post-workout.

Metabolismo e sintesi dei macronutrienti

Lo zinco è coinvolto in ogni fase del metabolismo energetico:

  • Sintesi proteica: Contribuisce alla normale sintesi delle proteine, processo chiave per l’ipertrofia.
  • Metabolismo acido-base: Fondamentale per mantenere il pH ematico durante lo sforzo.
  • Metabolismo degli acidi grassi e della vitamina A: Ottimizza l’uso dei substrati energetici e la salute della vista.

3. Analisi della biodisponibilità: guida alla scelta del sale

Non tutti gli integratori di zinco sono uguali. La “forma” chimica determina la stabilità nel tratto gastrointestinale e la capacità di entrare nella cellula.

Forme organiche e chelate (Le migliori)

  • Zinco bisglicinato: Una molecola di zinco legata a due molecole di glicina. È una forma “protetta” che non interagisce con i fitati o altri minerali. Viene assorbita tramite i trasportatori degli aminoacidi, risultando la più efficace e la meno irritante per lo stomaco.
  • Zinco picolinato: L’acido picolinato è un chelante naturale che facilita il passaggio dello zinco attraverso la membrana intestinale. Studi clinici suggeriscono che sia superiore allo zinco citrato per aumentare i livelli plasmatici.
  • Zinco citrato: Ottima solubilità e sapore neutro, perfetto per formulazioni in polvere.

Forme inorganiche (da evitare)

  • Ossido di zinco: Spesso usato per il basso costo, ha una biodisponibilità che può scendere sotto il 5%. È scarsamente solubile e spesso causa nausea o reflusso.
  • Solfato di zinco: Più solubile dell’ossido, ma ancora associato a una frequente incidenza di disturbi gastrointestinali.

4. Antinutrienti e interferenze: perché la dieta non basta

Il problema dello zinco è la sua “fragilità” nell’intestino. Molti composti comuni ne bloccano l’assorbimento.

Il sequestro da parte dei fitati

I fitati (acido fitico) presenti in legumi, cereali integrali e semi sono potenti antinutrienti. Formano complessi insolubili con lo zinco che il corpo non può scindere. Chi segue diete ricche di fibre e poverne di proteine animali può assorbire fino all’80% in meno di zinco rispetto a quanto indicato nelle tabelle nutrizionali.

La competizione con altri minerali

Minerali con cariche elettriche simili competono per lo stesso “cancello” d’ingresso (il trasportatore DMT1):

  • Calcio e ferro: L’assunzione di dosaggi elevati di ferro o calcio (es. integratori o pasti lattocinerie-centrici) inibisce l’uptake dello zinco.
  • Il paradosso del rame: Lo zinco stimola la produzione di una proteina intestinale chiamata metallotioneina. Questa proteina ha un’affinità altissima per il rame, intrappolandolo e impedendone l’assorbimento. Un’integrazione di zinco superiore a 40mg/die per lungo tempo deve essere sempre bilanciata con 1-2mg di rame.

5. Zinco e performance: focus per atleti di forza e endurance

Nello sport, lo zinco è un fattore limitante della performance. Le perdite tramite sudore e urine durante allenamenti intensi possono superare i 3-5 mg per sessione.

Ottimizzazione del testosterone

Lo zinco agisce come inibitore dell’enzima aromatasi, che converte il testosterone in estrogeni. Mantenere lo zinco in range ottimali favorisce un ambiente ormonale anabolico. Inoltre, è essenziale per la conversione del colesterolo in ormoni steroidei.

Recupero neuronale e sonno (protocollo ZMA)

Lo zinco partecipa alla regolazione dei neurotrasmettitori come il GABA e modula i recettori NMDA, riducendo l’eccitabilità neuronale. Questo lo rende un componente chiave per migliorare la qualità del sonno profondo, momento in cui il corpo secerne il massimo livello di GH (ormone della crescita).

L’anidrasi carbonica e la gestione del lattato

Come accennato, l’anidrasi carbonica dipende dallo zinco. Una sua carenza riduce l’efficienza con cui il corpo gestisce l’accumulo di anidride carbonica e acido lattico nei muscoli, portando a un esaurimento precoce durante gli sforzi anaerobici lattacidi.


6. Sintomi di carenza e gruppi a rischio

La carenza di zinco è difficile da diagnosticare perché i test plasmatici non riflettono fedelmente i depositi intracellulari.

Segnali clinici di allarme:

  1. Ipogeusia/Anosmia: Alterazione del senso del gusto e dell’olfatto.
  2. Alopecia: Perdita di capelli o fragilità eccessiva.
  3. Leuconichia: Comparsa di macchie bianche sulle unghie.
  4. Dermatite: Pelle secca, arrossata o a lenta guarigione.
  5. Ipogonadismo: Calo del desiderio e della forza muscolare.

Gruppi ad alto fabbisogno:

  • Vegetariani e Vegan: Per l’alta assunzione di fitati.
  • Atleti di endurance: Per la perdita idrosalina estrema.
  • Individui con disbiosi: L’infiammazione intestinale riduce l’espressione dei trasportatori dello zinco.

7. FAQ – Domande frequenti sulla salute e lo zinco

Lo zinco è utile contro il raffreddore?

Sì. Meta-analisi recenti indicano che lo zinco somministrato sotto forma di acetato o gluconato entro le prime 24 ore dai sintomi può ridurre la durata del raffreddore del 33%. Tuttavia, l’uso di spray nasali allo zinco è sconsigliato per il rischio di perdita dell’olfatto (anosmia).

Qual è il dosaggio massimo di sicurezza?

L’EFSA ha stabilito un Upper Level (UL) di 25 mg al giorno per l’integrazione cronica. Superare questa soglia senza supervisione medica può portare a carenza di rame e squilibri nel colesterolo HDL.

Zinco e acne: funziona davvero?

Lo zinco contribuisce al mantenimento di una pelle normale. Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e alla capacità di regolare la produzione di sebo attraverso l’inibizione dell’enzima 5-alfa reduttasi, è spesso usato come supporto nel trattamento dell’acne.


8. Conclusioni e consigli per l’acquisto

Per massimizzare i benefici dello zinco, l’atleta o l’utente consapevole deve guardare oltre il prezzo.

  1. Preferire forme chelate: Zinco Bisglicinato o Picolinato per la massima resa.
  2. Timing strategico: Assumere lontano da caffè, tè, cereali integrali o latticini.
  3. Sinergia: Cercare formulazioni che includano piccole dosi di rame per evitare squilibri minerali a lungo termine.

Il presente contenuto ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere di un medico. Lo zinco contribuisce alle normali funzioni fisiologiche se integrato in un regime alimentare bilanciato.

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